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12/07/06
VIAGGIO IN CAMPER
Filed under: Viaggio in Camper
Posted by: site admin @ 4:22 am

Racconti, Diari e Consigli di Viaggio in Camper in Turchia

3 Responses to “VIAGGIO IN CAMPER”

  1. ac camper nadia e sergio Says:

    Viaggio in Turchia Martedì 2 agosto 2005 Alle 9 partiamo da Trieste e dopo 460 km raggiungiamo l’area di sosta di Marotta con la speranza di trascorrere alcuni giorni al sole prima di intraprendere il nostro viaggio. Prendiamo contatto con Antonio per alcune formalità e facciamo il primo bagno nell’Adriatico marchigiano.

      

    Mercoledì 3 agosto Durante la notte inizia a piovere. Pioggia e treni ci tengono svegli per buona parte della notte. In mattinata, per passare il tempo, facciamo un giro per negozi; più tardi fa capolino il sole e ne approfittiamo per fare una nuotata. Alle 18 arrivano Armando e Marinella, ci raccontiamo le ultime novità ma poco dopo la pioggia, ma soprattutto il freddo, ci costringono a ritirarci nei rispettivi camper.

      

    Giovedì 4 agosto Nel corso della notte la pioggia di trasforma in nubifragio e al mattino per uscire indossiamo maglie e giubbotti pesanti. Durante la giornata arrivano quasi tutti gli equipaggi che parteciperanno al viaggio. Nel pomeriggio spunta il sole e ci divertiamo a fare il bagno in un Adriatico selvaggio. Alla sera ottima cena di pesce.

      

    Venerdì 5 agosto E’ il giorno della partenza! Verso le 13 siamo in fila per l’imbarco al porto di Ancona. Il nostro contachilometri indica 25176. Alle 16.30 la nave toglie puntuale gli ormeggi. E’ la nostra prima esperienza di viaggio con la formula “open deck”; sin dall’inizio si dimostra un modo molto comodo di viaggiare: è confortevole poter fruire delle comodità del nostro camper abbinate ai comfort forniti dalla nave come ristoranti e sale di ritrovo.

      

    Sabato 6 agosto – km 296 Attracchiamo a Patrasso alle 15.30 dopo una traversata ottima con mare tranquillo. Il traffico nella città portuale è molto intenso e attraversarla con una trentina di camper è alquanto arduo. Per attraversare il canale di Corinto utilizziamo il ponte inaugurato nel 2004 in occasione delle Olimpiadi e il cui pedaggio è di 15 euro. Alcuni chilometri dopo il ponte si formano due gruppi di 16 camper ciascuno: il primo guidato da Antonio parte alla volta di Istambul; il secondo, con capogruppo Tommaso, verso i Dardanelli. Le due comitive percorreranno l’itinerario previsto in senso contrario e s’ incontreranno in Cappadocia. Sostiamo per la notte a 30 km da Larissa in un’area di servizio.

      

    Domenica 7 agosto – km 670 Continua il trasferimento verso Istambul. All’ora di pranzo sostiamo per fare il bagno in riva ad un trasparente e scintillante mar Egeo. Passiamo senza problemi la frontiera con la Turchia e veniamo a contatto con il traffico turco: veramente turco! Dopo una lunga ricerca ci fermiamo per la notte in una stazione di servizio non lontano da Tekirdag.

      

    Lunedì 8 agosto – km. 118 Partiamo alle 8 alla volta di Istanbul dove giungiamo dopo un paio d’ore. Pur avendo individuato subito il campeggio, causa i sensi unici, siamo costretti a chiedere aiuto ad un taxi affinché ci faccia da guida. Il campeggio è semplice ma non “misero” come definito dalla guida Lonely planet. Allestiamo velocemente un pranzo conviviale e passiamo il pomeriggio a riposare e chiacchierare; i più sportivi, ragazzi in testa, giocano a calcetto. Verso sera, un pullman ci conduce in centro città; costeggiamo il canale che si dirama dal Bosforo e che è definito Corno d’oro: alla luce del tramonto le sue acque riflettono davvero colori dorati. Questa luce e questi colori rimangono, nella mia memoria, una delle più belle immagini della Turchia. Ceniamo all’Hamdi Restaurant dove sono serviti piatti tipici turchi che tutti sembrano gradire, ottimo è il raki che se annacquato viene servito come aperitivo mentre liscio è un ottimo digestivo. Dopo cena il pullman ci porta a fare un affascinante giro della città by night.

      

    Martedì 9 agosto - La temperatura è fresca e il cielo nuvoloso, tempo ideale per la nostra prima giornata dedicata alla visita di Istanbul. Partiamo di buonora, in bus alla volta del quartiere di Sultanahmet ovvero della città vecchia. La nostra guida si chiama Belma, una giovane molto preparata che a mio avviso è stata la carta vincente del nostro tour.

    Scendiamo nei pressi dell’Ippodromo e andiamo visitare la Moschea Blu, elegante ed armoniosa, che deve il suo nome alle maioliche che rivestono le pareti. All’uscita attraversiamo dei giardini molto curati (con bella visuale di Santa Sofia) e ci rechiamo a visitare la Cisterna Basilica che un tempo faceva parte di un acquedotto, era infatti, un grandioso serbatoio sotterraneo voluto dall’imperatore Giustiniano. La copertura è sostenuta da più di 300 colonne, molte delle quali di recupero; verso il fondo si notano due teste di Medusa montate al contrario! La cisterna è stata restaurata e ripulita negli anni ’80, dotata di sapiente illuminazione e di un accattivante sottofondo musicale. L’atmosfera che vi si respira è magica e spiace dover risalire in superficie.

    Dopo un pranzo veloce ma gustoso a base di pollo e melanzane ci ricongiungiamo con il gruppo davanti a Santa Sofia. Fatta costruire come chiesa da Giustiniano, fu trasformata in moschea e ora è un museo famoso per i suoi mosaici. Magnifici quelli di Cristo Pantocratore e della Madonna con Bambino. Stanchi di musei, ci rechiamo al mercato egiziano o delle spezie dove acquistiamo minuscole babbucce per Carlotta e il tipico dolce turco locum (lokum) per il goloso Carlo.

      

    Mercoledì 10 agosto - Alle 8 e mezza siamo a bordo dell’autobus che ci porterà a visitare il Palazzo Topkapi che è stato residenza dei sultani turchi fino ai primi anni dell’800. Si tratta di una serie di edifici circondati da giardini dove avevano sede: cucine, sale d’udienza, l’abitazione del sultano, l’harem, le stanze della servitù; la struttura nel suo insieme è enorme e occupa la sommità della penisola che si protende tra Corno d’oro e mar di Marmara. Visitiamo le antiche cucine del Palazzo dove ora sono esposte preziose porcellane cinesi e giapponesi. Nella seconda corte assistiamo alla rievocazione storica della parata militare che precedeva la partenza dei giannizzeri per la guerra, con gran rullo di tamburi e grida d’ incitamento.

      

    Entriamo nell’Harem, che è composto da più di 300 stanze, poche delle quali sono però visitabili; gli appartamenti più belli sono quelli del sultano e di sua madre decorati con preziose maioliche. Al centro dell’Harem si trova anche un’ampia piscina, ora prosciugata, dove le concubine facevano il bagno.

      

    Pranziamo in un selfservice, all’interno del Palazzo, che si affaccia sul Bosforo. Ci rechiamo infine nelle stanze del Tesoro imperiale dove sono esposti gioielli magnifici e d’inestimabile valore protetti da teche di vetro e sapientemente illuminati: tra loro ci lascia stupefatti, per le sue dimensioni e la luce che riflette, il diamante Topkapi.

      

    Per finire la giornata andiamo al Gran Bazar, grande mercato coperto dove si può acquistare di tutto: dai tappeti ai gioielli all’abbigliamento. Moltissimi sono i negozi che vendono articoli per i turisti ma non mancano bar, sale da tè e piccoli ristoranti.

      

    Giovedì 11 agosto - La giornata è fresca e nuvolosa e nel nostro terzo e ultimo giorno di permanenza a Istanbul ci rechiamo alla moschea di Solimano il Magnifico: un grandioso edificio il cui interno, seppur semplice, colpisce per la sua grandiosità. Degne di nota le vetrate colorate. Annesso al tempio sorge un piccolo cimitero dove riposano Solimano e la moglie Roxelana. In tarda mattinata saliamo sul battello che ci porterà a fare un’escursione sul Bosforo. Costeggiamo dapprima la riva europea con il sontuoso palazzo di Dolmabahce, dimora degli ultimi sultani e luogo dove morì Ataturk, padre della moderna Turchia e passiamo quindi sulla sponda asiatica sul cui litorale si vedono sontuose ville dotate di piscina e approdo privato; esistono ancora le case di legno tipiche della zona, sono per lo più in cattivo stato di conservazione ma il loro costo è astronomico grazie al luogo in cui sorgono.

    Abbiamo qualche ora libera per il pranzo: scendiamo dal pullman in Piazza Taksim e percorriamo la via principale di Istanbul, Istiklal Caddesi, ricca di negozi, ristoranti, banche. Su suggerimento di Belma saliamo sulla torre di Galata da cui si gode una magnifica vista a 360 gradi sulla città, il tempo è migliorato e ne approfittiamo per scattare delle belle foto.

      

    Venerdì 12 agosto - km.484 Partiamo alle 7.30, il traffico è già molto intenso e diventa caotico quando c’ immettiamo sul ponte sul Bosforo. Uscendo dalla città ci si rende conto delle sue dimensioni, dopo 85 km siamo ancora in periferia! Nel pomeriggio entriamo nell’altopiano anatolico: i boschi si diradano e lasciano il posto ad un paesaggio brullo, sassoso punteggiato da bassi arbusti. Verso Ankara la pietraia viene sostituita da grandi distese coltivate a grano, in questo periodo già mietuto. In prossimità dei paesi si notano lunghe colonne di trattori che trasportano le granaglie nei magazzini. Sostiamo per la notte nel parcheggio dell’albergo Esenboga, dotato di piscina e sauna di cui facciamo buon uso. Durante la serata assistiamo ad una ricca festa di nozze che si svolge accanto alla piscina.

      

    Sabato 13 agosto - km. 186 Trasferimento da Ankara a Sungurlu presso l’albergo Mavi ocak club. Nel pomeriggio caldissimo, a bordo di un pullman, visitiamo il sito ittita di Hattusas. Dell’antica città restano soprattutto tracce di fondamenta e mura, ben conservate una galleria che collega due cinte murarie e la famosa porta dei Leoni. Al rientro ci ritempriamo nella piscina dell’hotel.

    Domenica 14 agosto - km. 265 Passiamo nuovamente davanti a Hattusa e giungiamo a Yozgat su strada molto panoramica in zona collinare. Tornati in pianura tra sterminate distese coltivate a grano ci fermiamo a Yenipazar dove si svolge il mercato settimanale: acquistiamo frutta, verdura, olive e vasi in terracotta che qui sono usati per conservare il formaggio. Tocchiamo Bogazlijan e Avanos per raggiungere Goreme in Cappadocia. In questa regione i campi di grano lasciano il posto a coltivazioni di patate, viti e alberi da frutto in terreno ricco di pozzi che permettono una buona irrigazione.

    Lunedì 15 agosto - Abbiamo a nostra disposizione un pullman che ci porta, di buon mattino, a visitare il museo all’aperto di Goreme con chiese rupestri e monasteri bizantini scavati in coni di tufo e spesso ben affrescati. Il paesaggio è in continuo cambiamento a causa della friabilità del tufo e dell’irreparabile degrado dovuto alle intemperie (- 30° d’inverno + 35° d’estate).

    Ci trasferiamo a Peristrema, che oggi porta il nome di Ihlara. Si tratta di una valle poco profonda, lunga 16 km, sul fondo della quale scorre un fiume. Scendendo per innumerevoli gradini, arriviamo ad alcune chiese di religione ortodossa: anche qui il degrado, dovuto agli agenti atmosferici, è inarrestabile. La mia guida definiva questa valle “uno dei più bei ricordi che vi resteranno della Turchia”, l’unico ricordo che mi è rimasto è quello di una grande sfacchinata: colpa forse del gran caldo.

    Nel pomeriggio visitiamo la città sotterranea di Kaymakli, una delle 36 identificate della Cappadocia, risalente a circa 800 anni prima di Cristo. Gli abitanti della zona erano agricoltori che in caso di invasione si rifugiavano in queste città troglodite dove potevano vivere anche per 6 mesi. Possiamo visitare solo 4 piani della città; l’aria è piacevolmente fresca e con buon ricambio specialmente vicino ai camini di aerazione. In questo insediamento troviamo abitazioni, stalle, depositi per i viveri, chiese, un mortaio comune per pestare le spezie e pietre rotonde utilizzate come porte per la difesa della città. Verso le 17 facciamo uno stop fotografico davanti al “castello di Uchisar”, un cono di tufo crivellato di finestre e abitato fino pochi anni fa. La fotografia classica della Cappadocia! Ceniamo con piatti tipici turchi in un bel locale turistico, durante e dopo la cena spettacolo folcloristico e danza del ventre.

    Martedì 16 agosto Di buon mattino, con temperatura ancora fresca, visitiamo il villaggio di Cavusin abbandonato nel 1952 per un crollo nel quale morirono 17 persone; saliamo sulla sommità del colle che domina il paese per godere di una bella vista su di una zona ricca di formazioni rocciose dette“camini delle fate”.

    Ci spostiamo poi a Pasabagi dove passeggiamo tra viti, albicocchi e altri camini delle fate nei quali sono state scavate abitazioni e anche una piccola chiesa. Dopo aver visitato una fabbrica di tappeti, dove molti membri del gruppo fanno acquisti, ci rechiamo a Zelve: sono le 13 e la temperatura sfiora i 39 gradi. Zelve, villaggio scavato nel tufo, fu abbandonato nel 1952.

    Molte zone sono transennate in quanto pericolose e si ritiene che tra una decina d’anni sarà tutto crollato. Andiamo a vedere alcune chiese, un monastero, una piccola moschea ed un mulino. Il sole rovente ci consiglia di rifugiarci in un piccolo locale all’aperto dove, sotto un pergolato, gustiamo una fresca bevanda allo yogurth. Dopo una sosta in una cantina ed alcuni stop fotografici torniamo al campeggio dove iniziamo a preparare la cena per il nostro e l’altro gruppo che arriva dalla costa. Tutti collaborano e la cena è un successo; la sua buona riuscita è motivo di soddisfazione per tutti considerato che siamo una novantina.

    Mercoledì 17 agosto - km.489 Da quando siamo partiti da Istanbul, la nostra brava Belma, viaggia ogni giorno in testa al gruppo a bordo di un camper diverso, oggi è il nostro turno. Siamo diretti sulla costa: lungo la strada ci fermiamo a visitare il caravanserraglio di Sultanhani e a Konja, la città più integralista della Turchia, ci rechiamo all’ex monastero dei Dervisci rotanti di Mevlana, ora museo, dove sono esposti pregevoli tappeti antichi e preziosi Corano scritti a mano.

    Lasciata Konja ci attende un lungo tratto di strada di montagna in parte rinnovata. Saliamo fino a 900 metri di altitudine: l’aria è fresca ed il paesaggio piacevolmente verdeggiante. Dall’alto del passo la colonna dei nostri camper, viene definita da Belma: “una collana di perle” In prossimità della costa il caldo si fa intenso e appena giunti al camping corriamo a fare il bagno in un’acqua caldissima.

    Giovedì 18 agosto - km 315 Alle 8 siamo in viaggio e dopo un centinaio di chilometri sostiamo ad Aspendos per vedere il teatro romano, molto ben conservato perché fu utilizzato, in epoche successive, dai Bizantini e dai Selgiuchidi. All’ora di pranzo siamo a Phaselis, antico insediamento romano in riva al mare. Le rovine non sono un granché ma il luogo è molto suggestivo, facciamo un magnifico bagno in un’ampia insenatura sabbiosa e a malincuore alle 15.30 ripartiamo alla volta di Myra dove visitiamo le tombe rupestri dei Lici, il teatro romano e la chiesa di San Nicola. Nel viaggio verso Kas assistiamo ad un bellissimo tramonto sulle colline.

    Venerdì 19 agosto - Stamattina si dorme! Verso le 10 viene a prenderci il pullman che ci porta a Kekova lungo una strada stretta e tortuosa non consigliabile per i camper. Prendiamo posto su due motobarche che per tutto il giorno ci porteranno a zonzo tra le isole della zona. Le barche hanno il fondo di vetro che ci consente di osservare quello che resta, ed è ben poco, di una città sommersa. Il mare è magnifico: caldo e cristallino. Facciamo innumerevoli bagni e ci divertiamo a tuffarci dalla barca.

    Il pranzo a base di pesce è cucinato a bordo ed a fine gita ci viene offerta l’anguria. Ultima tappa è Simena, piccolo paesetto sulla cui sommità sorge un castello con minuscolo teatro e dove i più atletici di noi salgono per scattare fantastiche foto.

    Sabato 20 agosto - km 112 Sono stata male tutta la notte. Alle 9 lasciamo Kas alla volta di Oludeniz, una delle più belle spiagge della Turchia, bellezza che io non apprezzo causa il mio malessere. Mi salva Beatrice, ottima infermiera, che chiede a Belma di reperire in farmacia un farmaco iniettabile simile al nostro Plasil. La nostra guida, efficiente come sempre, mi procura il medicinale e fatta l’iniezione miglioro rapidamente. Gli altri membri del gruppo passano la giornata in spiaggia a giocare con i cavalloni. Beati loro! Il caldo oggi è stato terribile, in camper alle 16 avevamo 42 gradi.

    Domenica 21 agosto - 246 Lasciamo la costa e saliamo verso le montagne: i panorami sono molto belli e l’aria è fresca. Finalmente si respira! Alle 14 siamo nel campeggio di Pamukkale e alle 17, dopo un bagno nella piscina termale, partiamo con i pulmini alla volta del sito che è per me una grossa delusione. Il luogo è invaso dai turisti, le vasche naturali sono vuote; c’è acqua solo in quelle artificiali dove, nonostante il divieto, sguazzano bimbi e non. Per puro caso prendiamo un sentiero che ci porta sopra le “cascate di cotone” e dall’alto abbiamo la possibilità di osservare alcune vasche naturali piene d’acqua azzurra. Non è quello che ci aspettavamo, ma meglio di niente! Il tempo stringe e non possiamo continuare la nostra passeggiata; abbiamo ancora qualche minuto e visitiamo velocemente la piscina termale romana dove ancora oggi i turisti fanno il bagno. Piccola sosta alle rovine di Hierapolis sorta nel 200 a.C. come centro terapeutico, e poco oltre, una grandissima necropoli con tombe di tutte le forme e dimensioni a testimonianza che le proprietà terapeutiche delle acque termali erano limitate.

    Lunedì 22 agosto - km 261 Alle 10 arriviamo al sito archeologico di Afrodisia, città dedicata al culto di Afrodite, dea greca dell’amore. Le rovine si trovano in una zona isolata e poco frequentata dal turismo di massa: visitiamo il monumentale Tetraplyonn, lo stadio ovoidale capace di 30.000 posti e il bellissimo Odeon di marmo giunto a noi in perfette condizioni grazie al fango che lo ricopriva; sulla collina, che causa il caldo raggiungiamo sbuffando, sorge un pregevole teatro anche questo in marmo.

    Alle 16.30, quando la temperatura si fa più gradevole, iniziamo la visita di Efeso con il teatro da 25.000 spettatori dove San Paolo cercò di convincere gli efesini ad abbandonare il culto di Artemide per abbracciare il cristianesimo e da dove fu scacciato dai commercianti di idoli che temevano di veder svanire clienti e introiti. Proseguendo per la via sacra, arriviamo alla monumentale biblioteca di Celso che conteneva fino a 12.000 rotoli di pergamene; il monumento è stato restaurato con la collaborazione degli austriaci ed ora gli originali delle statue che ornavano la facciata si trovano al museo di Vienna, quelli in loco sono copie! Percorriamo la via dei Cureti sul cui lato sinistro sono visibili le latrine, dove, come in uso tra i romani, i bisogni erano espletati in comune. Più avanti la bella fontana di Traiano, sulla sommità del colle la vista sulle rovine della città è spettacolare. Il campeggio dove pernottiamo si trova a poca distanza da Efeso: a Pamucak.

    Martedì 23 agosto - km. 183 Passiamo la mattinata al mare e nel primo pomeriggio, attraverso il caotico traffico di Izmir, raggiungiamo Bergama. Alle 17, con una temperatura ideale, saliamo sulla collina dove sorgeva l’antica Pergamo. Passeggiamo tra i resti della leggendaria Biblioteca, e attraverso un breve cunicolo ci troviamo, con un colpo d’occhio spettacolare, sulle gradinate del Teatro costruito a perpendicolo sul fianco della collina. Proseguendo la visita, scopriamo con nostro rammarico che nell’Ottocento, il monumento più importante di Pergamo, l’Altare di Zeus, è stato portato a Berlino da archeologi tedeschi con il benestare del Sultano.

    Scendiamo nella vallata per visitare l’Asclepion, centro terapeutico diventato famoso grazie al grande medico Galeno. La pace del sito unita alle colorite e quasi recitate spiegazioni di Belma, contribuiscono a farci sentire questo luogo quasi fosse magico e se a ciò aggiungiamo la luce rosata del tramonto che illumina le rovine otteniamo, forse, una delle più affascinanti immagini della Turchia.

    Giovedì 24 agosto - km 254 Alle 8 siamo in marcia in direzione dei Dardanelli. All’ora di pranzo ci fermiamo a fare il bagno su una spiaggia presso Kucukkuyu; l’acqua dell’Egeo è magnifica e fresca al punto giusto. Nostra prossima tappa è Troia, l’odierna Truva, dove senza le delucidazioni di Belma non avremmo capito nulla: si vede veramente poco dell’antica città ricostruita sullo stesso luogo per ben nove volte: la mitica Troia omerica sembra essere la sesta. Il luogo ha, in ogni caso, un suo fascino, non fosse altro che per i ricordi scolastici che ci riporta alla mente.

    Dopo un’ora di attesa a Canakkale traghettiamo sullo stretto dei Dardanelli e raggiungiamo la penisola di Gallipoli e il nostro campeggio presso l’hotel Kum. Dopocena festeggiamo il compleanno di Resi, che ci offre un ricco rinfresco, e ci congediamo da Belma e dagli equipaggi dei 12 camper che partiranno domattina all’alba per essere a Patrasso il 27 agosto.

    Venerdì 25 agosto - km 284 (di cui 150 fino al confine) Saremmo dovuti partire alle 10, ma riceviamo una telefonata da Beatrice che ci avvisa che al confino turco-greco c’è una fila lunghissima (loro passeranno la frontiera dopo 7 ore di colonna). Decidiamo pertanto di partire alle 17 e viaggiare così con il fresco. Al confine ci va di lusso! Ci sbrighiamo in circa 2 ore. Continuiamo a viaggiare per altri 130 chilometri. Verso le 23 usciamo dall’autostrada e passiamo la notte in uno spiazzo ai margini di una statale.

    Sabato 27 agosto - km 484 Il rumore del traffico ci sveglia alle 6 e mezza, fatto gasolio, ci mettiamo in marcia di buonora. A mezzogiorno sostiamo a Litohoro dove facciamo un bagno rinfrescante; ci raggiunge una telefonata di Beatrice che ci invita a raggiungere il suo gruppo, formato da 4 equipaggi, in una località chiamata Pigadilion.

    Decidiamo di raggiungerli e dopo aver percorso un pezzo d’autostrada e una strada stretta e tortuosa arriviamo in un angolo di Paradiso. Il piccolo borgo è raccolto attorno ad una baia in un golfo chiuso, nessun albergo solo piccole taverne affacciate sul porto; in una di queste ceniamo con menù a base di “sardella, octopus, souflaki e taziki” I nostri camper sono parcheggiati tra gli olivi in un parcheggio situato alle spalle di un piccolo stabilimento balneare.

    Domenica 27 agosto - Alle sette i camper di Beatrice, Sonia, Manuela, Carla e Katia partono alla volta di Patrasso dove alle 14 si imbarcheranno per l’Italia. Rimaniamo in cinque equipaggi. Trascorriamo la giornata riposando in spiaggia all’ombra degli ulivi e facendo il bagno nell’acqua smeraldina dell’Egeo. Questo piccolo Eden ci ha veramente colpiti e Sergio ed io facciamo progetti per la prossima estate: vorremmo visitare la Grecia!

    Lunedì 28 agosto - km 247 Alle 14 saliamo a bordo della nave che ci riporterà ad Ancona e dove sbarcheremo domani verso l’ora di pranzo. Abbiamo percorso quasi 5000 chilometri (da Patrasso a Patrasso) per visitare solo una parte della Turchia percorrendo strade abbastanza buone, con ottimo tempo anche se talvolta troppo caldo. Tolta una foratura ed un guasto, presto risolto, al camper di Fabio non abbiamo avuto problemi con i nostri mezzi.

    Il viaggio è stato ben organizzato da Antonio e reso piacevole dall’affiatamento che è venuto a crearsi tra i sedici equipaggi ma soprattutto a farci apprezzare appieno il suo amato Paese è stata la nostra guida Belma, molto competente, simpatica e disponibile oltre il dovuto.

  2. Paolo Says:
    Buongiorno, ottimo resoconto. Ho fatto pressochè lo stesso tragitto in terra turca nell’agosto 2008, con la variante del traghetto: Bridisi - Cesme e ritorno. (36 ore interminabili). Non abbiamo fatto la costa sud tagliando da Goreme per Konya -Pammukkale - Afrodisias - Efeso - Izmir. Sbarcando a Cesme, abbia fatto il viaggio in senso orario: Izmir-Pergamo - Truva - Canakkale - Gelibolu - Istambul - Ankara - Cappadocia e ritorno. Il prossimo viaggio in Turchia sarà, spero, lungo la costa del Mar Nero, L’Ararat, la Mesopotamia occidentale, il profondo sud-est e la costa sud. Se riusciremo ad abbinare un periodo puù lungo, vorremo sconfinare in Iran (oggi paese molto più sicuro di quanto non vogliano farcelo apparire) e visitare città e siti archeologi di bellezza inaudita. L’ultimo sogno, il viaggio della vita: Siria, Giordania e la Palestina, con le sue contraddizioni ed il suo grande carico di storia e punto d’incontro di tutte le grandi religlioni monoteistiche. Ora il sogno è finito. bisogna tornare alla realtà. Buona giornata a tutti. Paolo
  3. FRANCESCO Says:
    ciao. siamo due coppie di amici camperisti che quest’anno vorremmo fare un viaggio in camper in turchia.vorremmo chiedere il recapito E.mail della guida BELMA per la visita di vari luoghi. il periodo della visita potrebbe essere da metà giugno a metà luglio circa.

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